LA CASALPINA
Nasce come villa verso la fine degli anni trenta, per volontà della famiglia Visconti che vi trascorre solamente due estati prima della guerra. La casa viene costruita su tre piani, con ampi saloni affrescati da pittori dell’epoca ospiti della famiglia Visconti, una piscina esterna e una magnifica passeggiata intorno alla villa conosciuta come "La passeggiata dei passi perduti".
Dai valligiani è indicata con il nome di "Castello" per la posizione dominante, per le dimensioni e le caratteristiche architettoniche, decisamente inusuali per la zona.
Durante la guerra i Visconti abbandonano la casa, che per la sua posizione strategica sulla valle viene utilizzata come sede di Comando partigiano e per questo è soggetta a bombardamento da parte delle truppe tedesche nel Luglio del 1944.
Al termine della guerra viene acquistata dall’azione Cattolica per la simbolica cifra di £ 1.000.000. viene ristrutturata a fatica grazie al parroco di Mompellato che mette a disposizione dei volontari tutte le risorse disponibili. A partire dagli anni Cinquanta la casa comincia così ad ospitare gruppi di Azione Cattolica di Torino. La mancanza d’acqua e le scarse risorse economiche a disposizioni permettono comunque a giovani e bambini di trascorre felici periodi di soggiorno isolandosi così dalla realtà degli anni 60.
Intorno agli anni 70 visto la sempre maggior presenza di ragazzi e ragazze a Casalpina si decide di affrontare una prima ristrutturazione. I mezzi economici a disposizione sono sempre limitati ma si cominciano i lavori. La casa viene così modificata, viene rifatta la cappella, successivamente vengono effettuati lavori di consolidamento sulle fondamenta. Vengono creati spazi comuni quali il refettorio, l’anfiteatro, viene rifatto il tetto e costruita la villetta, unica parte nuova della casa. Dall’1970 viene data in gestione a persone amiche dell’azione cattolica, e nell’1980 con una sottoscrizione a tutti gli aderenti di Torino si ristruttura il tetto.